Le cooperatrici, semi di fraternità

Le cooperatrici, semi di fraternità

per fare del mondo una famiglia

(1/2 parte) 

Cronache dal secondo Convegno nazionale delle Cooperatrici Oblate Apostoliche

 

Ancora ho negli occhi, nella mente e nel cuore i volti e le parole, le emozioni provate fino a ieri sera nel convegno delle Cooperatrici. Volentieri, dunque, ne scrivo per fermarne qualche breve tratto e tentare di dare un’idea dell’esperienza vissuta.

Personalmente, sono molto grata a tutte, ma in particolare a Maria Elisa Vitale, la Coordinatrice nazionale che ha fortemente voluto questo convegno, anche di fronte a difficoltà organizzative ed imprevisti che avrebbero potuto scoraggiare dal portare avanti il progetto; e a Loredana Reitano, che come Sorella maggiore generale ha accompagnato con delicatezza e discrezione il convegno fin dalla fase preparatoria, ascoltando, offrendo sempre spunti preziosi e rispettando la libertà e creatività delle Cooperatrici.

“Le cooperatrici, semi di fraternità – per fare del mondo una famiglia” è il titolo del secondo Convegno nazionale delle Cooperatrici Oblate Apostoliche, svoltosi a Palermo, dal 1° al 3 giugno, esattamente un anno dopo il primo. Un momento di riflessione comune specifico per le cooperatrici, dove porre al centro la chiamata a vivere da donne sposate, nel mondo con tutte le sue attuali luci ed ombre, l’apostolato della santità. Questo appuntamento è previsto che in futuro abbia una cadenza biennale.

Il nostro fondatore mons. Giaquinta con particolare intuizione volle che donne consacrate e donne coniugate realizzassero insieme le forme e i modi dell’apostolato della santità: questo ci colpisce e ci interpella maggiormente oggi, in giorni in cui è sempre più difficile arrivare al cuore di uomini e donne disorientati, indifferenti, isolati. Essere seme di fraternità significa per la Cooperatrice tessere relazioni vivificanti innanzitutto nella propria famiglia, e poi estendere questo stile a tutti gli ambienti a cui appartiene: la famiglia allargata naturale, ma anche quella soprannaturale abbracciata per vocazione, la famiglia Pro Sanctitate e la Chiesa tutta.

In sintonia con il tema annuale “Mistica della fraternità, pienezza dell’uomo” le Cooperatrici convenute a Palermo si sono interrogate sul matrimonio alla luce della vocazione alla santità, e su come armonizzare i mezzi formativi offerti dall’Istituto (adunanza, ritiro) con i tempi della vita familiare; la riflessione si è estesa al rapporto con il Centro Operativo e allo specifico contributo che la Cooperatrice può offrire all’interno della progettualità apostolica del Movimento Pro Sanctitate, mentre per lo stretto legame con gli Animatori Sociali lo spunto di riflessione si basava sul n. 177 delle Costituzioni. “La promessa di apostolato impegna le Cooperatrici a vivere e diffondere la spiritualità dell’amore redentivo nella famiglia e nell’ambiente sociale. (…) Le Cooperatrici non dimentichino che esse devono essere il ponte tra l’Istituto femminile e quello degli Animatori Sociali.”

La struttura dell’incontro prevedeva una preghiera iniziale, un momento di formazione e uno di approfondimento per giungere a spunti operativi da restituire all’Istituto e all’intera famiglia Pro Sanctitate.

Nel pomeriggio di venerdì l’avvio del convegno è stato all’insegna della preghiera, con una “Esperienza cristologica” incentrata sulla figura delle donne che sotto la Croce ascoltano il “sitio” pronunciato da Gesù morente e di Maria Maddalena inviata da Gesù risorto ad annunciare la lieta notizia ai suoi amici. Loredana ha introdotto la Memoria, a cui è seguito nel silenzio della cappella la contemplazione del Mistero: si è infine lasciato “aperto” il percorso quasi a comprendere nell’esperienza cristologica tut

to il convegno, in modo da riservare la Profezia alle conclusioni di domenica mattina.

Paola Procaccini

Le cooperatrici, semi di fraternità
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