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Alessandra Privitera

Istituto Secolare delle Oblate Apostoliche

Alessandra Privitera

“Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore!” (Sal 115)

“Hai reso la tua promessa più grande di ogni fama!” (Sal 137)


Con le parole del salmista, voglio ringraziare il Signore che l’8 maggio 2020, in piena emergenza pandemica, mi ha fatto dono del primo passo all’interno della famiglia dell’Istituto Secolare delle Oblate Apostoliche. A distanza di quasi un anno dal si di allora mi rendo conto di come la vita di tutti i giorni mi sia diventata maestra nel discernimento, per rendere il mio primo sì, sempre più reale e concreto, forse meno sdolcinato ed entusiastico, ma sicuramente più incarnato. Sono nata in Sicilia, nella bella e solare Catania, alle pendici dell’Etna, di cui mi accusano scherzosamente i miei amici, di avere ereditato un temperamento vulcanico. In famiglia, sono la prima di quattro sorelle e l’essere primogenita è stata una condizione di vita con cui è stato difficile fare pace. Dai miei genitori e dai miei nonni ho ereditato la fede, anche se in una forma inizialmente devozionale e molto legata alle pie pratiche. A mia madre debbo particolarmente l’amore per la lettura e per la poesia, che mi vide compositrice fin da piccola. A mio padre invece l’intraprendenza e lo spirito di autonomia che mi ha sempre caratterizzato. Alle scuole superiori ho scoperto uno dei più grandi amori della mia vita: il teatro; grazie ad una bravissima insegnante di lettere del liceo ho potuto frequentare diversi corsi di teatro, e scoprire il mio talento. Ai miei insegnanti di religione e di filosofia devo la passione per le grandi domande; mi insegnarono a non averne paura. Se dovessi riassumere la storia della mia chiamata direi che senza dubbio la parola RICERCA è quella che mi ha accompagnato sin da giovanissima…e questa ricerca, se mi guardo indietro ha i sapori e i colori di una SETE PROFONDA, che nella mia vita ha preso forme e risposte diverse, prima nello gettarmi a capofitto nello studio e nei libri, poi nella teologia ……mi sentivo attratta dal bisogno spirituale delle persone e spesso mi fermavo a guardare per strada le persone che mi sembravano più sole e cercavo di immaginare cosa stessero provando e cosa potevo fare io di fronte ad un bisogno insaziabile ed incolmabile… nonostante tutto ciò, era come se la mia TESTA E IL MIO CUORE seguissero due strade diverse. La mente si nutriva delle grandi risposte della FILOSOFIA e della TEOLOGIA, ma il mio cuore rimaneva profondamente arido e insoddisfatto… La vera svolta direi che è arrivata quando sono partita per affrontare l’esperienza del lavoro, che per me, da quel momento è sempre coincisa con una esperienza di risposta alla mia vocazione più profonda…Lasciare la mia casa ha significato concretamente il trasferimento in varie parti di Italia perché non subito mi è stato chiaro come e dove dare forma e compimento a questa chiamata che andava a definirsi…ci sono voluti tanti chilometri, tante lacrime, tante fatiche che mi hanno fatto approdare nel 2017 a Brescia, e a prendere contatto con la comunità di Oblate apostoliche residente al Centro Oreb di Calino (BS). Con loro ho iniziato un cammino di discernimento che mi ha portato a scoprire  il valore della LAICITA’ CONSACRATA, CHE SI ATTUA pienamente nel vivere come viveva Gesù e come vivono oggi i nostri fratelli…ho conosciuto il Movimento Pro Sanctitate che lì ha la sua sede e per la mia prima volta ho imparato a non camminare da sola, ma ho scoperto la gioia, la bellezza e la semplicità dell’appartenenza ad una famiglia ecclesiale, il cui carisma sembrava fare sintesi ed essere la risposta a tutte le mie domande… ne ebbi la conferma decisiva e illuminante quando, partecipando al Centenario in Occasione dei cento anni della Nascita del nostro padre fondatore G. Giaquinta nel 2014 a Noto,  fui chiamata a recitarne alcune poesie; i versi di una di questa mi illuminarono e mi diedero la chiave di lettura di tutto il mio percorso: “Cosa dai al tuo fratello…lui ha bisogno d’amore…a lui manca la gioia…dagli tu queste cose…”