E’ estate, stagione ricca di colori. Gli occhi si fermano a fissare il mare, il caldo invade, il sole fa brillare le città di luce nuova, il cielo gioca con le nuvole bianche e tutti siamo alla ricerca di “acqua”, di “cose” che fanno bene al cuore e aprono al sorriso, alla festa, alla gioia.

L’estate, per coloro che sono in ferie, fa cambiare il ritmo della vita, delle abitudini ma… mi chiedo: è solo questo l’estate? Guardandomi intorno vedo le ombre di questa stagione: le chiese sono più vuote di fedeli e più ricche di turisti (abitando a Noto ne faccio esperienza), ho l’impressione che è la stagione in cui, anche noi cristiani, mettiamo da parte la bella e santa abitudine di stare con Dio, di parlare con Lui. E’ il tempo in cui si concludono le attività pastorali e… cosa rimane del cammino fatto? Dov’è la domenica? Di cosa si riempie? L’uomo dov’è? Cosa abita? Di cosa s’interessa? “Dove sei?” – dice Dio ad Adamo.

Io ho un speranza nel cuore, anzi la certezza:  che i colori dell’estate aprono finestre alla bellezza, e Dio abita lì, e raggiunge l’uomo di qualsiasi religione, ceto sociale, condizione. Allora mentre mi guardo intorno, sto in mezzo alla gente, cammino nella città degli uomini, prego che tutti possano scorgere la Sua vicinanza, il Suo essere nel mare, nel cielo, nel sole, nel vento, nella musica, nelle feste vissute con amici o parenti. Chiedo occhi per riconoscerlo, per contemplarlo nella natura, per renderlo protagonista della nostra storia quotidiana.

Il mondo ha smarrito Dio”: lo dicono in molti, ma lo si può ritrovare lì dove si è: nei luoghi affollati o solitari, nelle persone che ci circondano, a lavoro con i colleghi, nel tempo libero, in vacanza.

Abbiamo bisogno di rimettere in movimento ciò che Lui ha già messo nel cuore di ciascuno: sensibilità, intuito, ricerca, verità. Dio è in noi e fuori di noi… tutto gli appartiene e tutto orienta a Lui.

Sia questo l’estate: un fare memoria del Creatore, un ricordarsi da dove veniamo e dove andiamo… (i viaggi aiutano a pensare a questo!). Dobbiamo diventare esploratori di bellezza che permette di ritornare a Lui, incantati e non indifferenti di fronte al Cielo, al mare: quadri stupendi che rimandano all’Autore, cercatori di acqua che disseta non solo il corpo ma anche l’anima, cercatori di Dio lì dove Dio ha deciso di stare: in tutto e in tutti. Buona estate, felice ricerca con gli occhi pieni di bellezza e con le mani pronte a raccogliere i suoi doni.

 

Dammi memoria di bellezza

che si affaccia nel percorso della vita,

nelle relazioni, negli occhi capaci di osservare.

Dammi memoria di bellezza,

di ferite sanate che sanno di risurrezione,

di incontri che fanno danzare il cuore.

Dammi memoria di bellezza,

di dettagli che aprono orizzonti,

 

di parole che nascono dal silenzio,

di Infinito accolto nelle mie mani.

Dammi memoria di bellezza,

di amori che sanno andare oltre ogni limite umano,

di cielo nel mio camminare,

di eternità che colora in modo intenso e unico

il mio tempo.

Maria Francesca Ragusa