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Il mio essere Pro Sanctitate

Istituto Secolare delle Oblate Apostoliche

Il mio essere Pro Sanctitate

Il mio essere Pro Sanctitate iniziò con il catechismo di mio figlio Davide, le cui catechiste erano Tina Feliciello e Anna De Crescenzo, due cooperatrici. Un giorno mi invitarono in parrocchia per la settimana della Santità ed ascoltammo la testimonianza di Piero e Gianna. Poi il sabato come chiusura della settimana vi fu un incontro di coppie con un’oblata, Teresa Carboni. È nato subito un legame di fraternità e di condivisione. Da qui un susseguirsi di conoscenze come Rosario e Paola, Concetta e Mario, Alfonso e Adriana, e tanti altri. Animatori sociali e cooperatrici e tanti membri del Movimento Pro Sanctitate.
Tutte conoscenze per me importanti, ma arrivò l’incontro con una persona fondamentale, Giuliana, che con un semplice sguardo, mi capiva.
Arrivò così la scelta di essere cooperatrice, che portò me ad approfondire e studiare gli scritti di Monsignor Guglielmo Giaquinta. Qualche mese prima del mio divenire cooperatrice, Giuliana mi volle incontrare, ma purtroppo proprio quel primo Maggio, lei ci lasciò. Fu un dolore enorme, che mi spronò, ancor di più, nel diffondere le parole di Monsignore.
Infatti intrapresi percorsi di incontri con famiglie a Cava de’ Tirreni e in altre parrocchie di Salerno. Gradualmente si è avvicinato sempre più anche mio marito Carlo, fino a divenire associato e a dare la disponibilità alla direzione del Centro Operativo come amministratore.
Pro Sanctitate insieme.
Il mio essere cooperatrice nel tempo è cambiato, grazie alla preghiera e all’ascolto delle storie di vita degli altri.

In ciò, infatti, influisce anche il mio lavoro, essendo una fisioterapista oncologica e venendo a contatto con bambini, uomini e donne che hanno forza e coraggio sorprendenti, nonostante la sofferenza

La mia vita cristiana, dunque, è mutata, in senso positivo, contribuendo sia alla mia realizzazione personale, come donna, moglie, madre e professionista, sia spingendomi sempre più all‘ascolto e al confronto con altre persone che mi hanno donato le loro storie facendomi apprezzare ancora di più quale grande dono sia la Vita!

L’apertura del Centro Missionario a Salerno ha significato molto per me, come persona e come cooperatrice. Anche se la pandemia prova a far sembrare tutto bloccato in realtà non è così. Continua l’offerta quotidiana, il lavoro, la vicinanza alle famiglie, la consapevolezza di essere parte della grande famiglia delle oblate apostoliche.

Bruna Maltese Desiderio

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