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La gioia di lasciarsi trasformare per irradiare

Istituto Secolare delle Oblate Apostoliche

La gioia di lasciarsi trasformare per irradiare

Quanto è grande, premurosa la nostra Madre -la Chiesa- che dopo l’esperienza del deserto ci propone nella seconda Domenica di Quaresima di salire sulla montagna per vivere la Trasfigurazione. Per me, la “Trasfigurazione” è trasformazione in Dio Amore e quindi comincia con l’unione con Dio. Questa comunione con il Padre, Colui che mi ha voluto, creato, la vivo, mi alleno a viverla nell’intimo rapporto con Gesù, mio Sposo. Questi appuntamenti amorosi che sono disseminati durante l’arco della giornata prendono diverse forme. Può essere una conversazione a tu per tu, seduta su una panchina. Lui mi aspetta, Lo raggiungo e passiamo del tempo insieme, conversando, parlando o ascoltandoci reciprocamente. Quello che caratterizza questa “conversazione” è che alla fine, mi lascia il cuore colmo di pace, di attesa del prossimo incontro, di desiderio di ritrovare Lui, che dà senso a tutto. A volte è l’incontro con una persona che ha bisogno di condividere, specialmente in questo tempo di restrizione sociale, come mi è capitato ieri con tre persone incontrate sulla strada andando… in banca! Ecco allora che quelli della Trasfigurazione sono i momenti in cui sono talmente unita a Gesù da diventare la Luce del Padre nel mondo, e i Tabor si moltiplicano nell’arco della giornata. Ogni atto di fede, di amore mi trasforma in Gesù, e diventa trasfigurazione nel Padre perché è l’amore che esce da me piuttosto che la negatività.

È un cammino in salita –ecco perché avviene nel Vangelo sul monte Tabor– ed è anche un appello, “l’appel des cîmes” (la chiamata delle vette).

Buon cammino di Trasfigurazione!

Liliane Bertrand


Il Vangelo della Trasfigurazione che in questa seconda domenica di Quaresima ascoltiamo, mi far ricordare la mia prima esperienza con la neve. Quando all’inizio della missione in Lettonia ho avuto il primo contatto con la neve, con una temperatura di -20 sotto zero, ero un po’ scioccata, venendo da un paese caldo come Malta. Eravamo in missione in un paese che si chiama Cesvaine proprio in mezzo alla campagna, c’era tanta neve, -20, tutto bianco attorno! Solo neve e nient’altro! Pensavo: come facciamo ad andare in chiesa e poi visitare le famiglie sparse qua e là con questa neve e questo freddo? Cosa mi ha fatto cambiare idea? Era sera, buio fitto, silenzio totale, ma fuori della finestra c’era uno spettacolo indescrivibile: la neve che brillava tanto era bianca! Brillava alla luce della luna! Una voce in quel silenzio mi ha sussurrato nel cuore: ”Di che hai paura? Guarda la bellezza che è attorno a te! Io, il tuo Dio sono presente, ti guido nella tua missione!” L’indomani, con tanta forza e gioia nel cuore, ho cominciato la nostra missione in mezzo a tanta neve e freddo! Sì, così è la trasformazione e la trasfigurazione che siamo chiamati a vivere oggi con Gesù. Prima di tutto non aver paura; lasciare che Gesù lavori dentro di me, nella mia vita, nel profondo del mio cuore! E Lui, nel silenzio, trasforma e cambia i miei pensieri, il mio modo di amare, di agire. Sì, la vita si trasforma con la grazia del Signore che agisce dentro di me, dentro di noi! E proprio in quel momento vediamo che la nostra vita diventa riflesso di quel chiarore bianco, amore vero, come la neve bianca, pura! Dal momento che lascio lavorare il Signore dentro di me, ecco allora che contemplo Gesù trasfigurato! Come lo era sul Monte Tabor. Sì, ci vuole il coraggio, il salto nel buio della fede, il salto di qualità nella vita di preghiera per vedere quello che hanno visto Pietro, Giacomo e Giovanni.

In questa seconda domenica di Quaresima, lasciamoci travolgere dal fulgore di luce che viene da Gesù nel silenzio dell’ adorazione Eucaristica, come nel silenzio nel cuore della campagna piena di neve!

Rita Refalo

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