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“Le carezze di Padre Guglielmo” – Spiritualità ai tempi del Coronavirus

Istituto Secolare delle Oblate Apostoliche

“Le carezze di Padre Guglielmo” – Spiritualità ai tempi del Coronavirus

Un pessimista vede solo il lato scuro delle nuvole, e si deprime;
un filosofo vede entrambi i lati e se ne infischia;
un ottimista non vede neanche le nuvole… perché cammina su di esse”.
(Leonard Louis Levinson)

In tanti hanno cercato di vedere e di vivere il lato positivo di questo difficile periodo di lockdown, causa Covid-19. C’è chi ha riscoperto la gioia dello stare insieme in famiglia, chi ha potuto finalmente fermarsi e gustare la preziosa solitudine, chi ha imparato a cucinare e chi ha potuto coltivare hobbies dimenticati… noi a Catania, nella comunità del Movimento Pro Sanctitate, abbiamo riscoperto la ricchezza di pensiero, di umanità e profondità di Padre Guglielmo, fondatore della nostra realtà ecclesiale.

Le carezze di Padre Guglielmo”: una iniziativa nata per caso.

Tutto è cominciato quando Daniela, una consacrata della nostra comunità, ha pubblicato, nella chat del nostro gruppo, un video realizzato nel suo giardino registrandoci sopra un testo di Padre Guglielmo. La cosa ci è piaciuta tanto! Ci ha fatti sentire vicini, ma una vicinanza diversa dalle altre, perché è quella che si realizza intorno alla “persona” che ci ha trasmesso un Carisma diventato nostro. E così, parlandone in Direzione, interrogandoci su “come” coltivare i rapporti in questo periodo di isolamento, “come” sostituire tutte le iniziative formative che non si sono potuti fare, abbiamo deciso di continuare il gesto di Daniela. Noi della Direzione, insieme alle Oblate Apostoliche della nostra comunità, ci siamo presi l’impegno di pubblicare, con cadenza settimanale, una “carezza di Padre Guglielmo”.

Ricordo quando Daniela mi ha chiamata… “Sonia, per questa settimana ci pensi tu?”.  Il primo pensiero: ma io non ho un giardino! Il secondo: tra gli innumerevoli testi di Padre Guglielmo, dove attingo? Un po’ tutti ci siamo lasciati guidare dalle esigenze del tempo liturgico e da “tempo” vissuto. Per cui gli argomenti scelti hanno avuto a che fare con la Pasqua, la Pentecoste, il mese dedicato a Maria, la scelta di dedicarsi alla preghiera in questo periodo di isolamento, la riscoperta dei ritmi della natura…

È iniziato così il mio viaggio tra gli scritti di Padre Guglielmo. Libri che avevo messo da parte, riposti accuratamente negli scaffali, come tesoro da custodire, ma era tanto che non ne prendevo uno tra le mani. È bastato soffermarsi un po’ a leggere per scoprire quanto è attuale il pensiero del nostro Fondatore e quanto è poco conosciuto! Per “attualità” intendo l’esatta risposta ai bisogni di questo tempo. È la proposta di una spiritualità alta, la visione di una “santità laicale” che abbraccia tutto l’uomo senza lasciar fuori nessun aspetto del suo essere. Tutte quelle dicotomie – vita attiva o di preghiera? Interiorità o socialità? Destra o sinistra? Santità o fraternità? – sono ampiamente superate.
Si, dopo tanti anni continuo a pensare che Padre Guglielmo era veramente ispirato dallo Spirito Santo. Abbiamo ricevuto un Carisma che dobbiamo riuscire a tradurre e certe volte mi sembra come se portassimo un “prezioso tesoro in fragili vasi”. Ma non è tanto la fragilità che mi spaventa perché, in linea con S. Paolo che dice “quando sono debole è allora che sono forte”, so che tutto concorre al bene…ciò che mi spaventa è piuttosto la non consapevolezza del dono ricevuto.
In conclusione, mentre mi impegnavo a far arrivare a tutti gli amici del Movimento una “carezza di Padre Guglielmo”, io mi sono sentita accarezzata e confermata da lui nella mia vocazione di sempre.

Sonia Chiavaroli
Cooperatrice

                                                                                            


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