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QUALE BELLEZZA CI SALVERÀ? – parte 2

Istituto Secolare delle Oblate Apostoliche

QUALE BELLEZZA CI SALVERÀ? – parte 2

Di bellezza ha magnificamente parlato don Raffaele nei quattro appuntamenti settimanali dal 30 gennaio al 20 febbraio destinati ai giovani e agli adulti convenuti da varie zone della diocesi presso il Centro Oreb di Calino. Un itinerario raccontato a partire dalle biografie e dalle opere di altrettanti artisti europei: da Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, a Vincent Van Gogh, da Antonio Gaudì, con il tempio espiatorio della Sacra Famiglia, a Jean-Marie Pirot, meglio conosciuto come Arcabas. Nel viaggio alla scoperta di ciascuno di questi personaggi, siamo stati condotti non solo nelle pieghe delle loro vite personali, ma altrettanto bene nella lettura di quei vangeli laici narrati dalle loro opere. E così abbiamo scorto la luce nelle tenebre in ogni dipinto del Caravaggio. Che scoperta apprendere la fede dalla storia di Michelangelo, animo irrequieto, diviso tra ispirazioni geniali e controversie banali, perfino mortali! Il suo tormento ha il volto di tanti uomini e donne che cercando la via della bellezza si sono smarriti nel buio…Un esempio drammaticamente vero di vita ritrovata nella notte.

Nella esperienza di Vincent Van Gogh abbiamo contemplato la sua risposta ad una esistenza, che umanamente noi tutti giudicheremmo sfortunata e folle. La sapiente scelta dei colori luminosi e brillanti narra che l’uomo di ogni tempo è generato nella luce. Nella luce, dunque, noi tutti siamo immersi, della luce godiamo e luce noi stessi siamo destinati a diventare.

La Sagrada Familia, figlia dell’architetto spagnolo Antonio Gaudì è l’opera ancora incompiuta di una intuizione assolutamente geniale. E anche per chi non l’ha visitata fisicamente, conoscerne il progetto, il lavoro progressivo frutto del contributo dei catalani e di coloro che da decenni la frequentano, è una esperienza imparagonabile che accende non solo il desiderio di organizzare un viaggio a Barcellona, ma soprattutto di conoscere quel Dio con cui l’artista ha tentato di mettere in comunicazione ogni uomo.

E infine il pittore francese Arcabas, con i simboli, la scelta dei personaggi e dei colori accesi, ha conquistato la nostra curiosità di entrare dentro i misteri della salvezza apprendendo la fede direttamente dai protagonisti del Vangelo.

Ognuno, si sa, ha i suoi gusti, e il concetto di bellezza, ai giorni nostri, non è assolutamente condivisibile. La libertà, concessa, conquistata o autonomamente acquisita dà a ciascuno il diritto/dovere di esprimersi secondo personali sensibilità e capacità. Senza dubbio, però, possiamo affermare che il viaggio interiore dei quattro artisti citati ha condotto prima loro e quindi ogni uomo che si è affacciato alla loro scoperta, verso un incontro intenso, travolgente e duraturo, quello con l’Autore di ogni Bellezza, che crea opere meravigliose rinunciando, il più delle volte, a lasciare a margine la sua firma.

L’insegnamento di Michelangelo, di Vincent, di Antonio e di Jean-Marie potrei riassumerlo forse così: hanno narrato la loro personale esperienza, senza la pretesa di alcuna conversione, lasciando a ciascuno la libertà di contemplare la bellezza e di goderne, affidandoci il testimone per continuare, prima dentro e poi fuori di noi, a cercare e mettere insieme frammenti di bellezza.

Anche se il buio, con le sue ombre, le sue promesse e le sua persuasioni sembra avanzare, voglio credere che la Bellezza mi salverà, ci salverà tutti.

La luce, da parte sua, disvela la forma e la sostanza di ogni cosa: il tempo, la storia, noi tutti… siamo opera delle Sue mani

Rosanna Gagliano

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